Eduard germain Hilaire Degas (Parigi 1834-1917) Artista scettico e burbero

fonte: “Souvenir” d’un Marchand de tableaux ” di Ambrosie Vollard (Saint-Denis de La Rèunion 1865/68 – Parigi 1939)

 

Gli episodi riguardanti Degas sono numerosissimi, ne scegliamo solo alcuni.

 

1)
Dopo un’assidua frequentazione Vollard entra “quasi” in confidenza con Degas e decide di invitarlo a cena:
“Verrò volentieri, caro amico, ma devo dettare delle condizioni:
niente burro nei cibi, non voglio vedere fiori, luci basse. Via il vostro gatto, di cani neanche a parlarne.
Se ci sono donne non devono essere profumate…
Mi basta l’odore del pane abbrustolito e, comunque, esigo che si ci metta a tavola alle diciannove e trenta. Esatte, dico”

 

2)
All’uscita di una mostra presso Durand-Ruel ove Monet aveva esposto una serie di pioppi.
“Troppa natura lì dentro. Tanto che sembra di vivere in mezzo a correnti d’aria.
Ho dovuto persino alzare il bavero del cappotto”

 

3)
Luis Delteil, che fu un grande conoscitore e collezionista di incisioni, chiede un incontro a Degas
perché sa che il pittore possiede un rarissimo foglio litografico di Delacroix.
Alla richiesta di Delteil, Degas tira fuori da un armadio una cartella zeppa di fogli e,
con estrema circospezione, inizia a sfogliarli facendo bene attenzione che lo studioso non possa nulla vedere.
“Eccolo qui!” Esclama Degas.
“Allora” riprende, Delteil, “posso mandarvi il mio fotografo?”
“E per quale ragione?”
“Ma per averne un’immagine da pubblicare”
“Del foglio si conoscono solo due esemplari uno è sparito e l’altro è il vostro”
“Caro Signore io ho impiegato vent’anni per trovarlo, ebbene così facciano gli altri”
E con un colpo secco chiude la cartella.
“Maestro .maestro tutti hanno diritto alla conoscenza dell’arte“
“E io ci rido su a questo preteso diritto. Il foglio di Delacroix non esce di qui”
Delteil saluta e se ne va con le pive nel sacco.
E Degas, irritato: “Se continuiamo così andrà a finire che si pretenderà di fare uscire i Raffaello, i Rembrandt e i Michelangelo dai musei per metterli in mostra nelle fiere, nelle caserme e, Dio non voglia, nelle prigioni…”
(profetico e di stretta attualità)

 

4)
Degas sempre pungente e scorbutico peggiorò in vecchiaia.
La vista gli si era affievolita tanto da non distinguere quasi più forme e colori.
Eppure si intestardiva a dipingere.
Un giorno, mentre quasi a tentoni, lavorava all’immagine di una modella, questa sbirciando il quadro esclamò:
“Maestro, ma non vi siete accorto che la mia testa non è sul collo!“
Degas, furioso, prende i vestiti della giovane, li getta ai suoi piedi e la caccia in malo modo.
C’era poi l’ossessione dello stato precario della vescica.
Suonano alla porta. Degas, con la tazza di tisana diuretica in mano, va ad aprire.
Sulla soglia appare una giovane splendente di bellezza.
“Maestro vengo a propormi come modella”
E Degas: “Voi pisciate bene? Io malissimo e il mio amico Aldo peggio ancora”

 

fonte: “Souvenir” d’un Marchand de tableaux ” di Ambrosie Vollard (Saint-Denis de La Rèunion 1865/68 – Parigi 1939)