Moschini Paolino

Moschini Paolino. Ebanista intarsiatore attivo a Cremona, nasce a Soncino, nel 1789. E’ apprendista a Milano di Epifanio Moreschi, allievo di Maggiolini, e a Firenze di Sostegno Benvenuti, della bottega di Francesco Spighi, uno dei più grandi ebanisti fiorentini, attraverso il quale entra in contatto con i principali ebanisti europei. Nel 1850 apre una sua officina a Cremona, dove acquista fama di abile e brillante intarsiatore e di grande meccanico, grazie ai meccanismi raffinati e precisi dei suoi mobili. Ebanista dell’aristocrazia e della grande borghesia (lavora per Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma e Piacenza, e per i Barbò di Soresina), matura nel tempo una sua sapiente e peculiare tecnica: abbandonando le decorazioni bronzee e i legni esotici, passa all’uso di legni come l’acero e l’olmo che lavora a dorso di tartaruga, e che costituiscono la lastronatura con cui ricopre la struttura dei manufatti in massello di noce; altre volte preferisce fogli di radica ferrarese, che sceglie, da grande intarsiatore quale è, con attenzione particolare, ricomponendone le meravigliose venature sulla superficie liscia per creare un gioco raffinato di arabeschi e caldi toni ambrati. Anche l’interno è estremamente curato. Si ritiene che Moschini possa essere stato l’inventore della serratura oggi nota come cremonese che, con un giro di chiave, chiude i quattro lati. L’Accademia di Belle Arti di Milano nel 1826 lo premia con la medaglia d’argento.