Galletti Giovanni

GIOVANNI GALLETTI

Notizie a partire dal 1771 fino al 1818. La prima notizia certa risale a un documento del 1771 che lo definisce della Venaria Reale, dove si pensa avesse la propria bottega. Negli anni 1772-73 risulta impegnato nella costruzione degli arredi per il Castello di Aglié (dal 1764 proprietà dei Savoia), alcuni dei quali realizzati su disegno del Conte Birago di Borgaro. Nel 1777 è nominato con patente ebanista del re, succedendo così al Piffetti. Questo incarico porta naturalmente ad un aumento dei suoi impegni di lavoro: si deve occupare non solo della costruzione di una grande varietà di nuovi mobili e di piccoli eleganti oggetti, ma anche del restauro dell’esistente. Fra i tanti lavori eseguiti, una scrivania (1783) le cui guarnizioni argentee sono dell’orafo regio Lacchetta; dell’anno seguente un sécretaire da lui stesso disegnato, e ancora un tavolino “ a sorpresa” che può trasformarsi da scrivania in tavolo da gioco. Nel 1789 si occupa del complesso lavoro di restauro e trasferimento alla reggia di Venaria del famoso “Doppio corpo”, capolavoro del Piffetti. Un armadio in legno pregiato di colore viola con applicazioni dorate, da lui firmato, è acquistato nel 1999 a un’asta da Sotheby’s dalla Regione Piemonte, per circa 150 milioni di lire.