Credenza Napoleone III Vernis Martin bronzi dorati firma François Linke

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Credenza Napoleone III
5 pannelli dipinti Venis Martin
bronzi firamati François Linke
piano in marmo Broccatello di Spagna

Misure: 126 x 51 cm  – altezza 128 cm

 

Vernis Martin
Nel corso del XVIII secolo l’Italia e Europa conosco una massiccia importazione di mobili laccati soprattutto dalla cina.
La nuova “moda” investe con grande curiosità anche tecnici ed ebanisti occidentali, interessati e a riprodurre le stesse lacche, sia per senso di sfida che per ovvi interessi commerciali.
Dalla bottega olandese di Hans Huyjens, impegnata con la produzioni di lacce e vernici simili a quelle pervenute dall’oriente, uscirà la figura di Guillaume Martin, lucidatore fino ad allora, destinato con il suo nome a segnare la storia.
Ancor oggi si fa riferimento alla sua impronta con il termine “Vernis Mirtin”, talmente grande fu l’eco dei sui lavori che attraversarono tutto il ‘700.
Sono considerate le verniciature migliori d’europa, applicate sui più diversi mobili e complementi d’arredo, fino alle miniature, scatole, tabacchiere e quant’altro
Difficoltoso processo, la verniciatura Vernis Martin poteva avere fino a 40 strati di vernice. Caratterizzata da applicazioni di polvere d’oro e finiture brillanti con colori sulle sfumature delle più diverse tonalità.

François Linke. Pankraz (Boemia), 1855 – Parigi, 1946. Importante ebanista e bronzista francese di origine ceca, nel 1875 arriva a Parigi, dove nel 1881 apre il suo atelier in Faubourg Saint Antoine. Prima di raggiungere il successo lavora per altri ebanisti famosi, e questo spiega l’assenza di opere firmate da lui negli anni della sua giovinezza. Frequenta la scuola di Arti Decorative per perfezionarsi nel disegno; intorno al 1885 l’incontro con lo scultore Léon Messagé sviluppa la sua creatività, e dà vita a una collaborazione davvero fruttuosa. Nella sua ricchissima produzione si ispira ai modelli dell’Ancien Régime ( Luigi XV e Luigi XVI), per giungere a creare uno stile molto personale e più vicino al gusto della sua epoca, mescolando con creatività le suggestioni della Reggenza e del Rococò con le forme fluide dell’Art Nouveau; ottiene così opere sontuose e ricercate, costruite in legni pregiati, ricche di esuberanti decorazioni in bronzo dorato, lacche, intarsi, che dimostrano la sua incredibile maestria e un’attenzione straordinaria ai dettagli. La partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 con un bureau disegnato dallo scultore Léon Méssagé, relizzato in bois de violette (detto anche legno del re, un particolare pregiato palissandro), ornato di bronzi in stile Luigi XV, lo rende famoso a livello internazionale, e gli procura una clientela di altissimo livello, come per esempio Re Fouad d’Egitto, che gli commissionerà negli anni più 1200 mobili e oggetti artistici. Si trasferisce nella prestigiosa Place Vendôme e il suo successo continua fino alla seconda guerra mondiale.

François Linke. Pankraz (Boemia), 1855 – Parigi, 1946. Importante ebanista e bronzista francese di origine ceca, nel 1875 arriva a Parigi, dove nel 1881 apre il suo atelier in Faubourg Saint Antoine. Prima di raggiungere il successo lavora per altri ebanisti famosi, e questo spiega l’assenza di opere firmate da lui negli anni della sua giovinezza. Frequenta la scuola di Arti Decorative per perfezionarsi nel disegno; intorno al 1885 l’incontro con lo scultore Léon Messagé sviluppa la sua creatività, e dà vita a una collaborazione davvero fruttuosa. Nella sua ricchissima produzione si ispira ai modelli dell’Ancien Régime ( Luigi XV e Luigi XVI), per giungere a creare uno stile molto personale e più vicino al gusto della sua epoca, mescolando con creatività le suggestioni della Reggenza e del Rococò con le forme fluide dell’Art Nouveau; ottiene così opere sontuose e ricercate, costruite in legni pregiati, ricche di esuberanti decorazioni in bronzo dorato, lacche, intarsi, che dimostrano la sua incredibile maestria e un’attenzione straordinaria ai dettagli. La partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 con un bureau disegnato dallo scultore Léon Méssagé, relizzato in bois de violette (detto anche legno del re, un particolare pregiato palissandro), ornato di bronzi in stile Luigi XV, lo rende famoso a livello internazionale, e gli procura una clientela di altissimo livello, come per esempio Re Fouad d’Egitto, che gli commissionerà negli anni più 1200 mobili e oggetti artistici. Si trasferisce nella prestigiosa Place Vendôme e il suo successo continua fino alla seconda guerra mondiale.