Arte o anagrafe?

Oggi se un artista non firma un quadro, un disegno o un acquaforte, le sue opere, praticamente, non esistono.
Il che è semplicemente assurdo.
Avete mai visto una firma sul busto di Nefertiti, o sugli affreschi di Altamira?
Dove sono le firme di Fidia?
Gli encausti della Villa dei Misteri, sono senza firma.
Chi ha firmato i mosaici di Giustiniano e Teodora in San Vitale, le processioni delle Vergini e dei Martiri in Sant’Apollinare? I mosaici dell’abside della Cattedrale di Torcello?
Quante firme ci sono sugli affreschi di Castelseprio?
Quante volte hanno firmato Cimabue o Giotto?
Duccio o Simone Martini?
Masaccio, Ghiberti, Donatello?
Ma anche più vicino a noi, molto vicino.
Van Eyck, Raffaello, Michelangelo, Pontormo, Parmigianino?
Quanti dipinti ha firmato Caravaggio?
E Rembrant?
E quanti Pietro da Cortona?
Dove sono gli “autografi” di Fratel Pozzo?
Esistono statistiche sulle firme di Poussin o di Claude Lorrain?
Oppure dei Tiepolo?
Oggi le testimonianze più alte dello spirito, le opere d’arte, sono cadute nei lacci del pattume burocratico. Così gli esseri umani esistono solo se sono stati denunciati all’anagrafe, ugualmente l’opera d’arte esiste solo se è stata firmata.
Non provate un senso di coercizione e, infine, di ribrezzo?