fonte: “Souvenir” d’un Marchand de tableaux ” di Ambrosie Vollard ( Saint-Denis de La Rèunion 1865/68 – Parigi 1939)

 

Diceva un giorno Vollard a una signora americana:

” Se va avanti così gli Europei saranno presto costretti ad andare negli USA per ammirare certi capolavori”

E lei: “Abbiamo i soldi”

“Certo potete riempire i vostri grattacieli di capolavori  ma comunque, vi mancherà la magia di una casa di un palazzo che son stati abitati ininterrottamente da secoli”

“Avere una vecchia casa? Semplicissimo: la compro e la porto con me in America”

“Oh! Fa Vollard, un mucchio di pietre ma senza un’anima”

“L’anima della casa…e che cos’è?”

“L’atmosfera del posto, la città, il quartiere. La campagna circostante, gli alberi.

I licheni e il muschio che crescono sul tetto… Tutto questo è intrasportabile, la vostra sarà una casa esiliata”

“Qualche mese dopo”, racconta Vollard, “ero ospite della dama statunitense nella sua proprietà nei dintorni di Parigi”

Però quale sorpresa! Nel parco era cresciuto un vero e proprio castello che, lontano un miglio, puzzava di falso.

Ma, amica mia, ecco il vostro giardino e le sue prospettive intasate da un corpo estraneo”

“Non foste voi a parlarmi di palazzi e antichi castelli? Ebbene questo ha esattamente seicentoquarantanni, come da fattura” Ho telefonato al mio amministratore e gli ho detto: “Voglio un castello di almeno seicento anni” Comprate! Detto fatto. Subito sono state gettate le fondamenta, presto sono arrivate le pietre diligentemente numerate e la ricostruzione è stata un semplice gioco d’incastro. “Ho detto, infine, che volevo le tegole ricoperte di muschio umido e verde. Su venite a vedere!”

Davanti alla mole imponente mi sentivo a disagio.

“ Comunque, amica mia, nonostante tutto converrete che manca d’atmosfera”

“ Per questo tutti i piani sono pronti. Appena sarà in America….”

“ Ma come, lo volete inviare oltreoceano?”

“ Così è. In verità ero ben intenzionata a lasciarlo qui. In America ne avrei spedito un altro che, fra l’altro, è ancora più antico. Ma mio figlio Harry alla vista delle foto mi ha detto che lo vuole assolutamente.  Vedete il caro figliolo, non può venire in Francia perché soffre il mal di mare…. Così non posso far altro che inviarlo sui bordi del Michigan dove Harry ha una proprietà. La cosa, in fondo, è facilissima, basta demolire murare, imballare, spedire. Il mio architetto mi ha promesso, per scritto, che fra cinque mesi tutto sarà pronto e abitabile. E a proposito dell’atmosfera, caro Vollard, ho fatto registrare il rumore del vento. Il canto dell’usignolo, il cri cri dei grilli e, in lontananza, il suono dell’Angelus. Forse il rumore della brezza non è perfettamente a tono, ma non preoccupatevi, ho dato ordine di rifarne una più attenta e fedele registrazione.

fonte: “Souvenir” d’un Marchand de tableaux ” di Ambrosie Vollard ( Saint-Denis de La Rèunion 1865/68 – Parigi 1939)