CURIOSITA ARTISTICHE FRANCO – PARIGINE

Fra la fine  del XIX e l’inizio del XX secolo

I memorialisti francesi sono sempre interessanti, curiosi e sorprendenti. Dal Cardinale di Retz, al Duca di Saint Simon, ai fratelli Goncourt è tutto un affollarsi di fatti altamente storici, notizie, notiziole e curiosità che non lasciano un attimo di tregua. Recentemente ci siamo imbattuti in una vecchia edizione (1938) dei: “Souvenir” d’un Marchand de tableaux ” di Ambrosie Vollard ( Saint-Denis de La Rèunion 1865/68 – Parigi 1939) e incuriositi dopo averla un pò distrattamente sfogliata, l’abbiamo poi divorata tutta d’un fiato. Accostare Vollard a Saint Simon o a Chateaubriand è certo azzardato perché questi ultimi sono solennemente storici, mentre il povero Vollard si limita a registrare le curiosità del suo ambiente. Appunto: curiosità… è la parola che lega un poco tutti: Gondì, Groncourt e il nostro gallerista.Così, infine ci siamo permessi di pescare qua e là, nelle ben quattrocento pagine dei “Souvenir”, alcune curiosità che più sono parse a noi congeniali. E le abbiamo interpretate, più che tradotte, con molta libertà.

 

Bizzarrie  di  Alfred Jarry (1873 – 1907)

Alfred Jarry l’autore di Ubu Re (1896) era un omino di bassa statura.

A Parigi abitava in un piccolo appartamento che il proprietario aveva ricavato dividendo in due una più grande abitazione. Per poi affittare le porzioni ottenute a nani o a gente di modestissima altezza.

Così chi andava a trovare Jarry era costretto a procedere piegato in due.

Lo scrittore viveva con due gatti e un pappagallo.

I suoi capelli, tagliati a spazzola, erano eternamente imbiancati perché, toccando il soffitto, si ricoprivano di calce.

E così anche per l’esotico volatile che Jarry portava costantemente appollaiato su una spalla.

Nel corso della bella stagione l’autore di Ubu Re abitava a Corbeil, non lontano da Parigi, dove si era costruito una sorta di capanna. Ovviamente i suoi viaggi verso la Capitale erano frequenti e venivano percorsi in bicicletta.

Ora è da sapere che Jarry aveva ricevuto una modesta eredità che presto era svanita in “sontuosi“ festini e infine non gli era rimasto che un piccolo revolver e qualche scatola di munizioni.

Questa rivoltella era la sua più fida compagna tanto che mentre percorreva il tratto fra Corbeil e Parigi sparava abitualmente (senza intenzione di uccidere) ai passanti che gli intralciavano il cammino.

Ripreso da più e più persone lo scrittore si giustificava: “ Intanto non hanno il tempo di riconoscermi e poi sentendosi misteriosamente attaccati svilupperanno meravigliose fantasie di pericolo e terrore che, raccontate ad amici e parenti, li porteranno al centro di morbosi interessi e di grandi compassioni.”

Sempre a proposito di revolver un giorno il nostro letterato si esercitava in un cortile ove un bambino giocava a biglie. E la madre terrorizzata: “ Ma siete impazzito potreste ucciderlo”. Jarry: “ Non si preoccupi, signora, carina com’è possiamo metterne in cantiere un altro, seduta stante”.

 

Uno scherzo di Giovanni Boldini ( Ferrara 1842 – Parigi 1931)

Giovanni Boldini aveva fra i molti amici un pungente caricaturista, Sem (Pseudonimo di Goursat, 18663 – 1934)

Ebbene un giorno questi riceve una telefonata  dal pittore italiano che, allarmatissimo, invoca aiuto.

L’amico che si trovava lontano dall’abitazione di Boldini, sale precipitosamente su un taxi e corre in suo aiuto.

Ma, ahimè, giunto a casa dell’artista, deve tristemente constatare che la morte l’ha preceduto.

Boldini è steso sul letto, le mani piamente incrociate sul risvolto del lenzuolo. Intorno ardono quattro ceri.

Sem, sbalordito e angosciato, osserva l’infausta scena accennando a un segno di Croce.

All’improvviso le coperte, schizzano via e Boldini, completamente nudo, balza giù dal domestico catafalco.

E l’amico, senza fare una piega: ”Fermo là, la posa è perfetta“

 

Collezionisti tedeschi da Vollard

Una coppia tedesca entra nella Galleria di Vollard e chiede di vedere dei quadri di Gauguin. Inizia la trattativa, ma a un certo punto la “ricca “ signora si accorge di aver perduto lo spillone del cappello. Piccolo dramma…Vollard, gentilmente fa accompagnare la donna dalla sua domestica in una vicina merceria. A ritorno, quest’ultima , prende da parte il gallerista e gli sussurra: Attento! Abbiamo visto uno spillone che le piaceva moltissimo. Ma quando ha sentito il prezzo, un franco e ottantacinque, inorridita ne ha acquistato uno da diciotto centesimi. Vollard preoccupato ritorna a presentare tele e tele di Gauguin.

Alla fine i coniugi tedeschi se ne vanno soddisfatti; hanno speso quindicimila franchi.