Un giorno, di tanto tempo fa, l’insegnante di Storia dell’Arte entra in classe con un fascio di grandi fotografie sotto il braccio; riproduzioni di opere d’arte più o meno famose (a quei tempi le diapositive erano molto rare) e, con fare imperioso, inizia a mostrarle a noi, poveri tapini, terrorizzati da un nuovo metodo di interrogazione. “ E questa che cosa è? “ dice mostrando l’immagine capovolta della Gioconda. “ Facilissimo” pensa la maggioranza. E giù, quasi in coro: “ La Gioconda” “ Lo sapevo, teste d’asini, dice quella, non è la Gioconda. E una forma ovoidale, statica, immersa in uno spazio non prospettico in senso Brunelleschiano, ma piuttosto caratterizzato da una atmosfera impalpabile, sfumata, che vuol suggerire l’allargamento della visione quattrocentesca ecc. ecc.” A lei che era un’allieva di Roberto Longhi non importava assolutamente nulla del cosiddetto soggetto, perché in un’opera d’arte vedeva solo un fatto formale. E fu da quel giorno che decisi che, osservando un quadro era primariamente necessario capirne il tema. E quindi indispensabile sapersi districare fra le maglia dell’iconografia e dell’iconologia. La prima si occupa semplicemente della comprensione delle immagini, la seconda, più complessa, dei loro significati più o meno reconditi. E allora sono indispensabili alcuni libri specifici. Primariamente un dizionario di mitologia e conseguentemente (se si vuol essere un poco raffinati) i capisaldi della letteratura antica greco- romana. Esistono però testi “antichi”, soprattutto cinquecenteschi, adopissimi da pittori e scultori rinascimentali, post rinascimentali, barocchi (e oltre) utilissimi oggi alla bisogna. Cito solo le “Imagini delli Dei de “gl’antichi” di Vincenzo Cartari. Per quanto riguarda l’iconografia cristiana è ancor attuale e preziosa la “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varazze (1228- 1298). Ovviamente a quest’ultima si può aggiungere uno dei tanti volumi relativi alle vite dei santi come il “Grande dizionario illustrato dei Santi (Circa 600 nomi e festività). Passando all’iconologia è indispensabile l’ ”Iconologia “ di Cesare Ripa. Manuale che pittori e scultori hanno costantemente consultato per più di tre secoli. Ma anche in questo tempo i testi, più o meno attendibili, sono ormai una legione. Comunque mi sembra giusto ricordare almeno il monumentale “Bestiaire du Christ ” di Louis Charbonneau – Lassay che, in ben 35 densissimi capitoli, raccoglie un museo sterminato di emblemi cristologici. Comunque sarebbe bene tenere a portata di mano almeno: l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, le Metamorfosi, Esopo, Plinio(!) Una Bibbia, evidenziando il Pentateuco, i Libri del Re, certi profeti come Isaia. Ovviamente i Quattro Vangeli e l’Apocalisse. I poemi rinascimentali, con in testa La Gerusalemme Liberata. Milton e il suo Paradiso Perduto. …e poi, non si finisce mai…