Dipinto olio su tela
Canal grande – Venezia
Antonio Canaletto ( 1697 – 1768)

Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto (Venezia, 1697 – ivi, 1768). Pittore e incisore, caposcuola dei vedutisti veneti del Settecento.Si forma alla scuola del padre, pittore di scenari teatrali; soggiorna per un certo periodo a Roma, dove, influenzato dalle opere dei vedutisti e in particolare dal Vanvitelliincomincia a dedicarsi alla pittura di paesaggio, realizzando una serie di disegni con vedute romane (oggi al British Museum, Londra).Tornato a Venezia, elabora il suo stile inconfondibile: il tocco, più libero all’inizio, diventa man mano più nitido e meticoloso, e si accompagna a un acuto senso del colore, al gusto personalissimo nel taglio della veduta prospettica, una grande sensibilità per i valori di luce e di atmosferaun particolare amore per il dettaglio, all’attenzione per la forma architettonicaServendosi di una camera ottica portatile realizza dal vero rigorosi disegni preparatori, da cui nascono quelle sue particolari costruzioni prospettiche che tanto colpiscono lo spettatore. Uno dei suoi primi committenti è il Principe di Liechtenstein, per il quale realizza alcune vedute topografiche di Venezia, ma è Joseph Smith, banchiere, mercante e poi Console Inglese a Venezia, che prima gli commissiona molte opere per la propria collezione (una serie di grandi vedute della zona circostante San Marco, tra cui Regata sul Canal Grande il suggestivo Interno di San Marco di notteoggi nellWindsor Royal Collection)e poi gli apre le porte del ricco e nobile collezionismo inglese, mettendolo anche in contatto con i viaggiatori che giungono a Venezia per il Grand Tour. Nei primi anni trenta del settecento Canaletto è ormai famoso e richiestissimo, e conta tra i propri clienti nomi illustri, sia veneziani che inglesi come il Conte di Fitzwilliam, il Duca di Betford, il Duca di Leeds. A quel periodo appartengono opere di grande importanza come Il doge alla festa di San Rocco (National Gallery, Londra), una Veduta di Piazza San Marco, conservata a Cambridge (Stati Uniti) e la Riva degli Schiavoni verso est (Castello Sforzesco, Milano). Gli eventi storici, che negli anni 40 del settecento rendono molto difficili le comunicazioni con l’Inghilterra, spingono il Canaletto a trasferirvisi (dal 1746 al 1756 circa).Vi dipinge molte vedute del Tamigi, scorci di Londra e della campagna inglese per committenti di grande prestigio: Il Parco di Badminton da Badminton Houserealizzato per il quarto duca di BeaufortIl castello di Warwick, per il duca di Warwick, L’interno della Rotonda di Ranelaghe un dipinto conservato presso l’ Abbazia di Westminster che raffigura l’abbazia stessa; c’è poi la Veduta di Chelsea da Battersea Reach (1751 circa),divisa in seguito in due parti, l’una conservata al Museo Nacional De Bellas Artes dell’Avana (Cuba) e l’altra a Blickling Hall, Norfolk, National Trust, Regno Unito. Rientrato a Venezia il Canaletto approfondisce il tema del capriccio, con il celeberrimo Capriccio Palladiano (1756-1759, Galleria Nazionale di Parma), dove mescola elementi reali e di fantasiaNel 1763 viene nominato socio dell’Accademia Veneziana. Le sue opere, che hanno sempre mantenuto elevate quotazioni sul mercato, sono conservatnei maggiori musei di tutto il mondo (Venezia Gallerie dell’accademia, Milano Pinacoteca di Brera, Parigi Louvre, Berlino Staatliche Museen, San Pietroburgo Museo dell’Ermitage, WashingtonNational Gallery of Arte in collezioni prestigiose, ma il locus classicus per studiare la sua opera è la Windsor Royal Collection (CollezionReald’Inghilterrache possiedcinquantaquattro dipinti, centoquarantatré disegni e la serie più completa delle sue acqueforti, tutti provenienti dalla raccolta di Joseph Smith. (mb49)


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