Maffezzoli Giovanni

Giovanni Maffezzoli, Cremona, 1776 – 1818. Ebanista italiano. Nel 1791 entra nella bottega di Giuseppe Maggiolini, a Parabiago, dove resta fino al 1803 circa, quando ritorna a Cremona. Apre in città un proprio laboratorio, e si impone con uno stile originale e molto personale rispetto a quello del suo Maestro. Predilige i grandi pannelli e l’uso di lastre uniche, su cui riporta vedute con motivi prospettici di straordinaria eleganza, architetture classicheggianti, capricci con rovine deserte, scene tratte dal repertorio classico. Artista sofisticato, più che semplice ebanista, sceglie con estrema cura i legni che accosta tono su tono per sfruttare sapientemente la resa pittorica delle venature. Usa con grande maestria la sabbia arroventata per imprimere alle tessere una delicata e precisa ombreggiatura che crea un morbido chiaroscuro, e definisce i dettagli con l’incisione a bulino, ottenendo alla fine un effetto quasi pittorico. Nel 1813 il pannello Gli Argonauti alla conquista del vello d’oro, su disegno del pittore cremonese Giuseppe Diotti, è premiato ad un’esposizione presso l’Istituto Reale delle Scienze di Milano; nel Museo Civico Ala Ponzone di Cremona si trova il pannello intitolato Il sacrificio di Attilio Regolo (derivante molto probabilmente da un dipinto del pittore napoletano Salvator Rosa), che con il precedente fa parte di un insieme di sei tarsie le cui restanti appartengono a una collezione privata.

Maffezzoli Giovanni

Giovanni Maffezzoli, Cremona, 1776 – 1818. Ebanista italiano. Nel 1791 entra nella bottega di Giuseppe Maggiolini, a Parabiago, dove resta fino al 1803 circa, quando ritorna a Cremona. Apre in città un proprio laboratorio, e si impone con uno stile originale e molto personale rispetto a quello del suo Maestro. Predilige i grandi pannelli e l’uso di lastre uniche, su cui riporta vedute con motivi prospettici di straordinaria eleganza, architetture classicheggianti, capricci con rovine deserte, scene tratte dal repertorio classico. Artista sofisticato, più che semplice ebanista, sceglie con estrema cura i legni che accosta tono su tono per sfruttare sapientemente la resa pittorica delle venature. Usa con grande maestria la sabbia arroventata per imprimere alle tessere una delicata e precisa ombreggiatura che crea un morbido chiaroscuro, e definisce i dettagli con l’incisione a bulino, ottenendo alla fine un effetto quasi pittorico. Nel 1813 il pannello Gli Argonauti alla conquista del vello d’oro, su disegno del pittore cremonese Giuseppe Diotti, è premiato ad un’esposizione presso l’Istituto Reale delle Scienze di Milano; nel Museo Civico Ala Ponzone di Cremona si trova il pannello intitolato Il sacrificio di Attilio Regolo (derivante molto probabilmente da un dipinto del pittore napoletano Salvator Rosa), che con il precedente fa parte di un insieme di sei tarsie le cui restanti appartengono a una collezione privata.

Maffezzoli Giovanni

Giovanni Maffezzoli, Cremona, 1776 – 1818. Ebanista italiano. Nel 1791 entra nella bottega di Giuseppe Maggiolini, a Parabiago, dove resta fino al 1803 circa, quando ritorna a Cremona. Apre in città un proprio laboratorio, e si impone con uno stile originale e molto personale rispetto a quello del suo Maestro. Predilige i grandi pannelli e l’uso di lastre uniche, su cui riporta vedute con motivi prospettici di straordinaria eleganza, architetture classicheggianti, capricci con rovine deserte, scene tratte dal repertorio classico. Artista sofisticato, più che semplice ebanista, sceglie con estrema cura i legni che accosta tono su tono per sfruttare sapientemente la resa pittorica delle venature. Usa con grande maestria la sabbia arroventata per imprimere alle tessere una delicata e precisa ombreggiatura che crea un morbido chiaroscuro, e definisce i dettagli con l’incisione a bulino, ottenendo alla fine un effetto quasi pittorico. Nel 1813 il pannello Gli Argonauti alla conquista del vello d’oro, su disegno del pittore cremonese Giuseppe Diotti, è premiato ad un’esposizione presso l’Istituto Reale delle Scienze di Milano; nel Museo Civico Ala Ponzone di Cremona si trova il pannello intitolato Il sacrificio di Attilio Regolo (derivante molto probabilmente da un dipinto del pittore napoletano Salvator Rosa), che con il precedente fa parte di un insieme di sei tarsie le cui restanti appartengono a una collezione privata.