Carlo Bugatti Eugenio Quarti Arredamento completo

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Carlo Bugatti e Eugenio Quarti  Serie completa di mobili e arredi, 1890 ca.

Si tratta di una serie di arredi che costituisce un insieme omogeneo di mobili e di vetrate, appartenenti a porte interne e finestre, realizzati dall’artista Carlo Bugatti (Milano 1856 – Molsheim 1940) con la collaborazione di Eugenio Quarti.

Il pregio della serie e la plausibilità dell’attribuzione sono sostenute dalle notevoli affinità riscontrate con arredi analoghi realizzati fra il 1850 e 1890 circa da Bugatti con l’ausilio dell’ebanista discepolo Eugenio Quarti, che nei decenni finali dell’Ottocento operava nello stesso laboratorio del maestro, arredi presenti in collezioni private e documentati in studi scientifici specifici cfr. L. Delle Piane, A. Patrassi, G. Zanutti, Carlo Bugatti.

La decorazione come sostanza, saggio di R. Bossaglia, Milano 1987; I Bugatti, catalogo della mostra (Varese, Castello di Masnago, Galleria d’Arte Contemporanea, 21 giugno – 21 settembre 1997), Milano 1997; Carlo Bugatti, catalogo della mostra, Paris, Musee d’Orsay, 10 aprile -15 luglio 2001, Paris 2001).

 

 

Autore di mobili estrosi e fantasiosi, Carlo Bugatti qualifica la sua produzione con una originale vena creativa, realizzando – spesso su richiesta di una committenza esigente e amante del nuovo gusto di fine secolo – oggetti di lusso dall’aspetto curiosamente esotico e vistoso.

Il gruppo di arredi in oggetto si trova in buone condizioni di conservazione.

I pezzi, tutti realizzati in legno di noce ebanizzato, presentano, con modalità e distribuzione differenti, una bizzarra varietà di materiali decorativi: rivestimenti e rifiniture in pergamena, nappe, passamanerie, inserti in avorio e osso, applicazioni in rame ed altri metalli, parti in vetro.

Le forme impiegate rievocano spesso lo stile moresco nel ricorrere dell’arco ogivale strozzato o del motivo a tamburo, come si nota nei tavolini, nella poltrona e nel mobile d’angolo.

Quest’ultimo in particolare, nel suo essere quasi la riproduzione miniaturizzata di una moschea rientra in pieno nella voga orientalista di fine secolo.

Degna di nota è poi la spalliera del divano, che presenta, incorniciata da una modanatura lignea decorata a trafori e inserti in osso e metallo, un’ampia superficie in pergamena dipinta con motivi orientaleggianti, quasi a rendere omaggio al japonisme dilagante.

I due tavoli conservano le originali superfici mobili a vassoio in metallo punzonato.

La coppia di sedie, realizzate in legno bicolore noce e ebano, decorate con intarsi geometrici in peltro, rame e osso e con sedile e schienale rivestiti da pelle di camoscio, appaiono per fattura, dimensioni e materiali impiegati, davvero sovrapponibili all’esemplare in collezione privata, presentato alla mostra di Varese, dal quale si distinguono però per la tipologia delle decorazioni in osso (I Bugatti…, cit., p. 38).

Estremamente elegante ed elaborata è infine la decorazione delle vetrate, a raggiere e volute geometrizzate, che presentano purtroppo alcune fessurazioni e rotture in due dei tredici elementi.

Il particolare pregio artistico del gruppo di arredi risiede, oltre che nella singolare gradevolezza di fattura e nella davvero soddisfacente condizione conservativa dei singoli pezzi, soprattutto nella completezza delle tipologie presenti, che per quanto possibile verificare finora, costituisce un fattore di particolare rarità.

Si deve inoltre evidenziare che, a giudicare dalla documentazione fotografica fornita in cui i pezzi risultano ancora inseriti e montati (per quanto riguarda le superfici vetrate), nel loro contesto abitativo, risulta chiaramente visibile e apprezzabile l’affinità stilistica e decorativa dei mobili rispetto alle ornamentazioni presenti sui rivestimenti parietali dell’appartamento. Pertanto sia l’omogeneità compositiva e formale della serie, sia l’evidente congruità della stessa col contenitore originario, lasciano intuire con buona probabilità come essa sia stata realizzata da Bugatti appositamente per l’appartamento,come spesso l’artista faceva, (cfr. I Bugatti…, cit., p. 53), qualificandosi così come esempio di realizzazione per una committenza avvertita ed esigente.

Per tutte le ragioni sopra esposte ma soprattutto considerato che il gruppo di arredi si distingue, nel pur ricco panorama della produzione di Bugatti, oltre che per la particolare qualità per la già sottolineata organicità e completezza dell’insieme, si ritiene opportuno dichiararlo di notevole interesse culturale.

 

collocazione originale nella Villa di Lodi per cui era stato eseguito

 

Carlo Bugatti (Milan 1855 – Molsheim 1940)

This exceptional group of furniture and stained-glass windows were made in the late years of the 19th century by Carlo Bugatti, to furnish an important historic villa in Lodi. We published the photos of their original location, where you can admire the ceiling drawers and a parquet floor, probably also designed by Carlo Bugatti. The quality of these items is the highest and most sought after in the international market. In addition to the sophisticated inlays and inserts metals and special materials, the scrolls are painted. Particularly, the sofa has a beautiful landscape painted on the back, in ink on parchment, still perfectly preserved. The large corner unit has 2 side-columns, surmounted by large Chinese vases with white/blue decorations, from which emerge two amazing appliques depicting flowers, made of cast bronze and painted in oils. This is the only known case in which Bugatti uses ceramics and painted bronze in the production of furniture, and therefore, we can define this group unique. The same polychrome sconces can also be found on the sides of the great mantelpiece at the back of the hall. Unique and unprecedented for the Bugatti production are also two wonderful stained-glass cathedral-style windows comprised in this set. They were made by the company Buffa-Beltrame-Cantinotti, based on Bugatti’s design, and represent a stylistic innovation that will characterize the whole design of the 20th century. The historical and artistic importance of this group represented led to the interest of the Ministry for Cultural Heritage, which put the bond not to export from Italy, and divisibility of the parts to a single owner. Therefore this set can only be sold in bulk, and in the event that the buyer is a foreign, these artworks canonly be used to beautify an Italian residence. On 12 November 2007 it was sold by Christie’s desk in this group with a record of US$ 1,553,000.00.

 

Biography:

Carlo Bugatti waaborn in Milan in 1855, and as a child, already shows strong doses of creativity. In 1875, his father Giovanni enrolls him at the Brera Academy, and later, at the Ecole des Beaux-Arts in Paris to complete his training. In the late seventies, Bugatti works at cabinet-maker Mentasti, the owner of Piccolo Stabilimento di Lavorazione del Legno (Small Wood-working Plant) in Via San Marco in Milan. The beginnings of Bugatti as a cabinet-maker are marked by the presence of Giovanni Segantini, a fellow student at Brera Academy and husband of Bugatti’s sister Bice, for whom he decorated some furniture. From the year 1888 there are reports of a Bugatti laboratory in via Castelfidardo 6 in Milan. During the same year, Carlo affirms himself as a cabinet-maker Italian Exhibition in London. Besides Segantini, also Emilio Longoni (1859-1932), star of pointillist paintings, and Eugenio Quarter (1867-1929), liberty cabinet-maker of great refinement, worked for Carlo Bugatti. Its furniture are unique and expensive, for which precious woods, as well as ivory, copper, pearl, camel leather and deer skin are used. Bugatti’s creations are particularly appreciated and blend in perfectly with the inclinations of exotic Moorish-style typical of the period. Since 1890, the famous cabinet-maker had opened a studio and workshop in Paris, where the Universal Exhibition of 1900, his furniture are rewarded with a medal which enshrines the international triumph of Art Nouveau. Bugatti settled in Paris in 1903, where he meets the art-dealer and caster Adrien A. Hebrard (1865-1937), who convinces him to engage in sculpture, and ordered him objects and ornaments including a fantastic bestiary that Hebrard, in 1907, exhibits in his gallery. Leaving Paris in 1910, Bugatti moves Pierrerfonds in Oise, where he becomes mayor. Dramatic events will mark the last years of his life, like the suicide of his son Rembrandt in 1916, the death of his daughter Deanice and, finally, that of his wife Teresa. In 1935, he decided to move in Alsace, in Molsheim, where his son Ettore opened the famous Bugatti car factory, and where he dies in April 1940. The work of Carlo Bugatti, and its important workshop in Italy, mark the transition from the culture of the late 19th century to the modern furniture design concept. This new concept finds in the activity of Bugatti one of the most talented performers, able to anticipate, in certain trials of the century, very modern solutions which will enter the current production only half of the 20th century.

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