Mario Maserati

Mario Maserati (Voghera 1890 – Novi Ligure 1981). Dei sei fratelli Maserati (Carlo, Bindo, Ernesto, Alfieri, Mario, Ettore), Mario è l’unico che non si occupa di meccanica e non è coinvolto nel progetto della casa automobilistica; vi contribuisce però ugualmente disegnandone il logo del tridente, ispiratogli dalla statua del Nettuno del Giambologna in piazza Maggiore a Bologna. Mario inizia giovanissimo a disegnare, frequenta gli ambienti artistici del luogo e si interessa della pittura di Pellizza da Volpedo, Segantini, Cézanne e dei pittori francesi. Si iscrive all’Accademia di Brera, che sospende i corsi allo scoppio della prima guerra mondiale, e viene inviato al fronte. Alla fine della guerra, termina i corsi a Brera nel 1919, e si trasferisce a Bologna, con studio nel ripostiglio dell’officina dove i fratelli avevano iniziato l’avventura della costruzione di auto da corsa. Ma questo mondo fatto di motori, automobili e velocità non fa per il “professore”, come viene chiamato da amici ed estimatori Mario Maserati, la sua vita è tutta dedicata alla pittura. Nei primi anni ‘20 torna nella “sua” Voghera dove apre uno studio e insegna Arte applicata in una scuola professionale, prende poi casa a Milano, aprendo anche lì uno studio. Il suo percorso artistico procede tra il rispetto delle regole appreso all’Accademia, e le influenze di nuove correnti e di artisti come Mario Sironi, Giorgio De Chirico e Carlo Carrà; influenze che traspaiono in molte delle sue opere, come nel “nudo” presentato a Firenze nel 1933 alla “Prima Mostra dei sindacati fascisti di belle arti”; nei paesaggi, come nel paesaggio con gregge del 1921, con un accenno di divisionismo nei contrasti cromatici; oppure in quelli della “vecchia Novi” del 1935; nelle nature morte ma anche negli intensi ritratti. Esegue molte opere pubbliche per le chiese di Voghera, Novi e dintorni, e per il nuovo Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1943 si trasferisce a Novi Ligure dove continua la sua attività fino al 1945, quando gli muore l’unico figlio. Per qualche anno si dedica solo all’insegnamento e al lavoro nelle chiese, con affreschi e mosaici di carattere religioso. Riprende l’attività nei primi anni ‘60 dedicandosi prevalentemente ai ritratti (soprattutto su commissione), ancora carichi di intensità emotiva e di notevole padronanza del colore e della tecnica.

La Maserati. Carlo, il maggiore dei fratelli Maserati, mostra le sue capacità creative a 17 anni, quando nel 1898 costruisce un motore a scoppio monocilindrico che applicato ad un biciclo partecipa e vince numerose gare. Inizia a progettare automobili ma muore prematuramente nel 1910.
Il fratello Alfieri nel 1914 fonda a Bologna in un locale di via De’Pepoli le Officine Alfieri Maserati, e durante la guerra produce candele d’accensione, che aveva brevettato a Milano, per l’aeronautica militare.
Alla fine della guerra i cinque fratelli trasferiscono la sede sulla via Emilia, in zona Ponte Vecchio, dove l’attività, pur restando focalizzata sull’elaborazione di auto Isotta Fraschini, si estende anche ad altre vetture.
Alfieri, pilota da corsa, nel 1926, realizza la Tipo 26, la prima automobile interamente Maserati, che all’esordio vince la classe alla Targa Florio pilotata dallo stesso Alfieri.
Nel 1932 Alfieri muore a soli 45 anni, a seguito dei postumi dei traumi subiti cinque anni prima in un incidente automobilistico. I fratelli Bindo, Ernesto ed Ettore continuano la conduzione dell’azienda fino al 1937, quando cedono la Maserati ai fratelli Orsi, proprietari di una acciaieria e fabbrica di utensili, che trasferiscono la sede a Modena.
Scaduto il contratto di consulenza che li lega agli Orsi, nel 1947, fondano la OSCA (Officine Specializzate Costruzione Automobili) con sede a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, che realizza modelli sportivi e da competizione di loro progettazione.
Con una queste vetture Stirling Moss e Bill Lloyd conquistano la vittoria assoluta alla 12 Ore di Sebring del 1954. Alla fine del 1964 i fratelli Maserati, ormai ottuagenari, cedono la OSCA alla MV Agusta.

Mario Maserati nel 1920 disegnò il Logo dell’Azienda
Un Tridente ispirato alla Fontana di Nettuno della Piazza Centrale di Bologna.

Reginetta

Nudo

Veduta di Novi Ligure

Autoritratto

Logo Maserati

Fontana di Nettuno Bologna